30 aprile 2024

Ognuno all’arte séa e u jupu alle pecore

Dondini Matilde, meglio conosciuta come Matilde ‘e Romolo, se oggi fosse stata in vita qualcosa da raccontare ne avrebbe per i 500 anni della chiesa di San Giovanni.

Con suo marito Romolo, pastore, lavorava il latte del gregge di pecore che possedevano. Produrre la ricotta ed il formaggio era un'arte. Bisognava scaldare il latte, mescolarlo, aspettare che quagliasse, tagliare la cagliata, scolare i grumi, metterteli nei cassi, realizzare le forme di formaggio e poi riscaldare ancora il latte per fare la ricotta. Sicuramente avrebbe dato una mano per la manifestazione, ma più che altro avrebbe dato un insegnamento sui tempi.

Dopo essere stato munto il latte delle pecore, questo andava scaldato ad una certa temperatura e tolto in un determinato istante. I grumi della pasta del formaggio andavano pressati in un certo modo e così un mese dopo, due mesi dopo o anche oltre, il prodotto desiderato era pronto. Questo modo di lavorare ci insegna che ad una certa data deve essere già pronto quello che dovrà essere disponibile tempo dopo. Il formaggio non si fa dall'oggi al domani, va pianificato ed ad una certa data va confezionato per poi essere disponibile il giorno per cui lo si vuole disponibile.

Se i 500 anni ricorrono il 21 giugno, significa che il 1 giugno 2024 deve essere tutto pronto (manifesti, volantini, notizie, pubblicazioni, partecipanti, eventi e quant'altro).

Immaginate se Matilde, dopo ore di lavoro (mungi le pecore, trasporta il latte, cuocilo, pesca i grumi, fai le forme di formaggio, controlla le forme, ecc.) arrivava tardi nella produzione o gli si rovinava il latte. Questo diventava un problema serio per una famiglia di pastori che viveva di questi prodotti. 


Così ad una certa data va chiusa la fase di preparazione di un evento per poi effettuare i controlli del caso.

‘on fa bene agli micchi ca se nne scordanu, ‘on fa bene agli vécchi, ca se moru


In ogni manifestazione di un certo rilievo si consegnano a rappresentanze o responsabili di enti alcuni oggetti ricordo. Alcune volte si consegna una pergamena/foglio personalizzato, altre volte delle medaglie. Nelle due immagini riportate sopra sono mostrate rispettivamente la medaglia coniata nel 1910 e nel 2010 a ricordo della traslazione della statua della Madonna dei Bisognosi sulla montagna di Pereto/Rocca di Botte.

Andrebbe fatto un calcolo di cosa produrre (pergamena o medaglia) e di quante produrne.

L'obiettivo è quello di far conoscere il paese di Pereto e non di accaparrarsi l'oggetto ricordo. Gli oggetti prodotti andrebbero numerati ed avere una lista con numeri e generalità dei destinatari. L'oggetto che sarà donato deve essere un legame verso colui a cui è stato donato. Altrimenti è meglio non produrlo. Andrebbe creato un qualcosa di leggendario o di spiegazione particolare all'oggetto prodotto, altrimenti diventa un banale pezzo conservato in qualche cassetto o mandato al riciclo.

29 aprile 2024

Olémoce bbene ca pocu ce custa

Quella mostrata è una processione svolta ad Avezano diversi anni fa. In quell'occasione gente di Pereto: confraternite, le figlie di Maria, bambini e altri fedeli di Pereto sfilarono per le vie della cittadina insieme ad altre confraternite.

Una cosa analoga si potrebbe fare a Pereto invitando le confraternite della forania, ovvero quelle di Rocca di Botte, Oricola, Carsoli ed anche altre della Piana del Cavaliere. Anche con il trasporto di oggetti da processione non pesanti per le strade del paese di Pereto.

Oppure, se non si vuole fare una processione, invitarli ad un momento di incontro nella chiesa di San Giovanni per raccontare in breve la storia delle varie confraternite presenti.

Un momento di incontro e di scambio di informazioni. Se poi si fa un rinfresco, l'evento finisce bene.
In questo modo le confraternite di Pereto si fanno conoscere anche al di fuori del paese.

Si contattano le varie confraternite sentendo il responsabile della forania e si cerca di fare questo incontro.

28 aprile 2024

J’amicu ‘on dice “addomà te llo faccio”, ma subbitu fa vello che pò

A Pereto esistono da oltre 400 anni due confraternite, quella di San Giovanni Battista e quella del Rosario. Di rivalità ed aneddoti tra le due ne esistono a decine. Si sfidavano a chi portava u truncu (una grossa e pesante croce di legno alta diversi metri) più pesante, a chi riusciva a portare più a lungo lo stendardo, a chi faceva toccare di meno lo stendardo per terra. Quello più divertente fu quando i vari partecipanti si scambiarono i camisci e le mozzette e portarono gli strumenti processionali dell'altra confraternita.

Una rivalità finita poi a canti e bevute insieme.

Anche l'altra confraternita, quella del Rosario, può contribuire con una sua partecipazione alla manifestazione, oltre che alla processione che si terrà per la ricorrenza di San Giovani Battista.

Serve qualche idea di collaborazione. AAA cercasi idee, no perditempo.

27 aprile 2024

Alla fine se recontanu le pecore

Meuti Gaspare, meglio conosciuto come Caspirucciu, è stato uno dei tanti pastori di un paese in cui si era pastori o boscaioli, oltre che contadini. Ha vissuto oltre 90 anni da pastore e l'arte del pastore la conosceva. Fu uno degli ultimi pastori transumanti di Pereto, quelli che migravano verso la Campagna Romana in inverno. Si portava la famiglia e tutti gli attrezzi per gestire le pecore, oltre le pecore. Una vita di sacrifici e di lavoro duro: le pecore non conoscevano lo sciopero o le festività. Dovevano mangiare anche quando c'era la neve, pioveva o faceva freddo.

Per un pastore la famiglia era la cosa più importante, poi venivano le pecore. Andavano controllate, accudite, manutenute.

L'attività che era la base del pastore era il controllo; nota è la parabola del Vangelo in cui parla della pecora smarrita. Il pastore la va a cercare perchè per lui  è importante non perderne neanche una. 

Il pastore ogni tanto faceva un controllo del suo gregge per vedere quante se ne aveva persa qualcuna o era morta.

Durante lo sviluppo di un piano di attività è consigliato fare un controllo (oggi in termini tecnici si dice un recap, un riassunto) per capire le attività elencate, quelle mancanti e lo stato di avanzamento.

Nelle pecore il pastore aveva la sua sopravvivenza, doveva sempre controllare. Il controllo gli permetteva di essere vincente.

In un piano va fatto un controllo periodico per capire se il progetto sta andando avanti, per risolvere le criticità o per sfruttare le opportunità. In questo modo si centra l'obiettivo.

‘na campana basta a cento frati

 

Guardando questa foto ricordo della confraternita (ricordiamoci di trovare altre foto della confraternita e della chiesa prima che scompaiano) vedo volti noti di Pereto, ognuno con una sua storia e che ha contribuito alla storia del paese. Fa piacere vedere quanti erano i confratelli, dispiace di quanti ci hanno lasciato.

La foto ci sprona a richiamare più gente possibile per i 500 anni della chiesa. Più si è e più saranno i ricordi e gli aneddoti dell'evento. Servirà di fare un passa parola e mandare inviti ad amici, parenti e conoscenti per essere presenti agli eventi (tanti) che saranno messi a calendario.

26 aprile 2024

Chi dorme ‘on pecca, ma mancu magna

In tempi antichi non era disponibile la macchina fotografica per tutti. le foto di questa chiesa sono poche, parlare di video ancora peggio. 

Comunque si potrebbe fare un video con gli spezzoni di video dei telefonini, delle cineprese, delle cam o quant'altro.

Quanto sarà realizzato si può commentare e lasciare un ricordo della chiesa da parte di tutti quelli che hanno prodotto questi video, anche se di epoca recente. Meglio di niente è qualcosa. 

Si potrebbero fare due video ufficiali, uno di 10 minuti, quello detto short (curtu detto alla paesana), oppure long (lungu detto sempre alla paesana). Con tanti video amatori che vanno in giro per il paese sicuramente qualcosa uscirà fuori. Ma se ne possono fare quanti se ne vogliono, basta un qualcuno che si prende la briga di realizzare e montare i video.

Annuncio: Cercasi montatore video per ricorrenza importante. Costo: a gratis. No perditempo, accludere curriculum, se possibile.

25 aprile 2024

‘on fa addomà vello che pò fa oi

In ogni paese c'è almeno un tipo particolare, uno che diventa il punto di riferimento di battute, di aneddoti. Se si dovesse scegliere uno nella storia recente del paese di Pereto, questo potrebbe essere Vendetti Pasquale, che nessuno ricorda come nome, ma basta dire Pasquale ‘e Similione che tutti lo ricordano, anche i più giovani del paese che non lo hanno conosciuto, ma sentito raccontare dai genitori o dai nonni.

Aneddoti e storielle su di lui ne girano tante. Era un uomo semplice, viveva nella miseria del paese ed ogni tanto ne combinava qualcuna o si trovava coinvolto in qualche vicenda che poi sono diventate storie divertenti del paese. Le sue vicende, in alcuni casi strampalate, hanno fatto ricordare e gioire un paese.

In occasione dei 500 anni della chiesa di San Giovanni Battista ci vorrebbe che ognuno del paese contribuisse con una idea strampalata, al di fuori di quelle programmate. Un'idea da realizzare per il bene della storia della chiesa, ma soprattutto del paese.

Ognuno può tirate fuori dalla sua mente qualche idea che nessuno aveva pensato, ad esempio: 

  • facciamo le figurine delle confraternite con le immagini degli iscritti, 
  • mettiamo una banderuola che gira con il vento sul campanile della chiesa, 
  • mettiamo un pianoforte, anche se scalcinato, all'interno della chiesa, chi arriva può suonare una sua composizione, 
  • mettiamo un registro dei visitatori all'ingresso della chiesa.
Di idee se ne possono tirare fuori tante, ed alcune a costo zero o prossimo a zero.
Al lavoro, non fare domani quello che puoi fare oggi.

Logo: oggi ultimo giorno

Oggi è l'ultimo giorno per consegnare una proposta del logo per i 500 anni della chiesa di San Giovanni Battista.

Affrettati se ne devi consegnare uno.


 

24 aprile 2024

Comme eravamo begli

In tempi passati si frequentava la scuola ed attraverso i ricordi ed i nati di una classe si ricordavano gli scolari che frequentavano la scuola. Tra bocciati, iscritti in ritardo, la perdita della memoria con l'anzianità, non si è mai riusciti a ricostruire le varie classi nei vari anni. Chi c'era, chi non c'era, chi forse non l'aveva fatta (passava dalla terza alla quinta classe) e così via.

Per fortuna che sono state inventate le macchine fotografiche e con loro vennero i fotografi che immortalarono momenti della nostra vita, tra cui le classi scolastiche. A partire dagli anni Settanta si cominciarono a scattare le foto ricordo delle scolaresche del paese con i maestri e gli alunni.

Per i 500 anni della chiesa sarebbe forte scattare una foto ricordo con tutti gli iscritti della confraternita e farne una foto ricordo.


Sarebbe forte farne eventualmente un poster per i... posteri. Per abbondare si potrebbe fare anche una foto con gli iscritti della confraternita del Rosario.

Ancora più forte sarebbe trovare un angolo in scesa (scalinata o pendio) dove si vedono tutti (iscritti alti e bassi) e così si lascia un ricordo che tutti ricorderanno. Da non dimenticare di mettere i nomi dei presenti alla foto, dietro, sopra, di lato, questo perchè ogni volta che si trova una vecchia foto di gente di Pereto, non si comprende chi siano (vedi foto sotto che solo sei persone sono state individuate. E' datata 1926)
Vestirsi con u camisciu, essere presente e mettersi in posa in un punto del paese non ci vuole molto. Basta la volontà, dimenticavo: serve il fotografo o i fotografi (se ci sono più volontari).

Chi 'on mostra, 'on venne

Le foto rinvenute dalle ricerche in casa (vedi post precedente) si potrebbero: 

  1. digitalizzare
  2. stampare quelle d'interesse
  3. allestire dei pannelli all'interno della chiesa
  4. esporre le foto selezionate presso negozi o su web.

Questa operazione sicuramente ha un costo di realizzazione, allora si potrebbe realizzare un video con le foto raccolte, oppure un album digitale di queste. Una testimonianza da lasciare ai posteri: il video o l'album è realizzabile in breve tempo. Con tanti guerrieri digitali a Pereto, non si trova qualcuno per realizzare dei prodotti digitali (video, reel, storie, short, ecc.)?

Come detto, quello che interessa è soprattutto la chiesa, esterno o interno, per lasciare un ricordo, un ricordo del paese e della gente che vi ha vissuto. Anche altre foto rivenute saranno di interesse: tutto fa brodo!

Prima si inizia a cercare fotografie e prima si trovano. Il tempo passa inesorabile.

23 aprile 2024

Chi cerca, troa

Alfredo Toti, conosciuto come Iomodoro, non si sarebbe lasciato sfuggire questa occasione. Per i 500 anni della chiesa avrebbe fatto più foto possibili della manifestazione. Anzi, avrebbe fatto di meglio, sarebbe andato a trovare i negativi delle sue foto, vecchi pezzi di celluloide, e li avrebbe stampati. Non si sarebbe perso d'anima.

Alfredo ci ha lasciati e poche sono le foto che girano in paese, quasi nessuna delle confraternite. Sarebbe interessante che ognuno andasse a rovistare nei cassetti e trovare vecchie foto della chiesa o della confraternita.

Trovare le foto non è difficile, basta avere la volontà. Se ognuno trova una foto, con cento partecipanti si trovano 100 foto e con due foto a testa per 100 partecipanti sono 200 le foto (la matematica non è un'opinione).

La ricerca è a costo zero, ovvero non ci vogliono i soldi, basta la volontà.


22 aprile 2024

I micchi so' la speranza

Quanto finora scritto sembra una manifestazione per anziani, di gente di un'altra epoca. Si potrebbe dire di vecchi.

Per un evento come quello dei 500 anni vanno coinvolti i bambini, a casa o meglio nella scuola, dove più bambini e bambine possono trovare delle idee e fornire un loro contributo alla manifestazione. Vanno ascoltati e coinvolti i piccoli, il futuro e le speranze del paese sono in loro.


Si potrebbero realizzare dei lavoretti da lasciare come ricordo dell'evento, delle costruzioni connesse con la manifestazione ed illustrate in una recita/presentazione tenuta dai bambini. Semplici da fare sarebbero dei cartoncini ricordo da donare agli anziani del paese. Realizzare un disegno collettivo che riporti un momento della vita della chiesa o della confraternita.

Queste sono alcune idee nate al volo, chissà quante altre idee possono nascere dai maestri/e e dai bambini/e. Il coinvolgimento, il senso di appartenenza e soprattutto un risultato tangibile, visibile, è la base della gratificazione di una persona.

Il tutto, foto, racconti, disegni, si potrebbe mettere in un album ricordo da lasciare a scuola o sarebbe meglio lasciarlo nella chiesa di San Giovanni, così ogni volta che visiteranno la chiesa i bambini, futura generazione, ricorderanno maggiormente l'evento.

21 aprile 2024

La storia con gli storici

Uno dei personaggi più importati della storia recente di Pereto è stato don Angelo Penna. Ha studiato tanto e quanto ha studiato lo si è visto con quante pubblicazioni ha prodotto nel tempo. Questi scritti sono rimasti fondamentali per la storia del Cristianesimo. Uomo di cultura che ha partecipato a diversi convegni, seminari, simposi. 

Se oggi fosse stato presente a Pereto, avrebbe contribuito pure lui per i 500 anni della chiesa di San Giovanni Battista anni. Sicuramente avrebbe indetto un convegno richiamando studiosi di varie discipline per parlare della chiesa e della confraternita o più in generale delle confraternite, ossia associazioni laiche nate per alleviare le sofferenze delle vita in tempi passati.

Per l'occasione dell'evento si potrebbe tenere un convegno a tema richiamando studiosi che possono raccontare particolarità di chiese o confraternite nel Medioevo e nell'Età moderna. Almeno per inquadrare la chiesa di San Giovanni di Pereto e le confraternite del paese.

Va deciso un tema e coinvolgere queste personalità, così da far conoscere questa chiesa ed il paese di Pereto. Si deve definire una data, il tema e cercare di coinvolgere relatori che possono valorizzare l'evento ed il paese. Potrebbe essere una buona occasione, da non perdere.


Logo: data chiusura


 Il giorno 26 aprile alle ore 12.00 termina la consegna delle idee per il logo della manifestazione.

Affrettati a consegnare il tuo logo, se ne hai prodotto uno.

20 aprile 2024

Diamo una controllata

Uno dei più grossi insegnamenti di paese me lo ha dato Bove Giuseppa, meglio conosciuta come Giuseppina ‘e Gennarino. E' una delle ultime donne di un'altra epoca, ancora vivente. Per descriverla ci vorrebbe un'enciclopedia, ma una cosa sola voglio evidenziare: è l'ultima donna che alla veneranda età di 88 anni prepara i dolci al forno a legna.

Con gli zippitti e le frasche, accende il fuoco, lo rassetta e lo governa con gli attrezzi del forno. Mentre il forno inizia a scaldarsi, prepara l'impasto per i dolci. Una volta accesso il forno non si può fare una dose del dolce, ma più di una, visto che il forno consuma legna e dura poi diverso tempo. Così, con la scusa, prepara più dosi di un dolce o più dolci.

Anche se dopo ore di: inforna, controlla, sforna, informa, controlla, controlla, sforna, il risultato dei dolci non è possibile descriverlo. Basti dire che preparati, già il giorno dopo so scurti, ovvero sono finiti.

Un giorno mi sono cimentato con lei a fare dei dolci. Mentre li preparavo con lei, o meglio era lei che li preparava, io cercavo di essere il suo assistente, mi ripeteva: Lo si missu lo zuccaro, la farina la si pesata? Quanto ne si missu de cacao? Mi dava dei continui consigli o controllava che tutto c'era nell'impasto, questo durante la preparazione. Durante la cottura continuava ancora con i controlli: Controllemo se è bionda (ovvero è dorata la superficie), Il foco è cagliu (ovvero il forno sta fornendo il giusto calore)? Era attenta che nulla sfuggisse nella preparazione e che nulla andasse bruciato nella cottura. Il risultato doveva essere il prodotto di una attenta preparazione e di un continuo controllo. 

Non era tanto la dose utilizzata per il dolce (una volta si dice quanto basta per indicare il quantitativo da utilizzare), bensì il controllo che permetteva di ottenere un risultato in base a quanto disponibile per fare la ricetta.

Morale: il controllo continuo è quello che rende vincente un prodotto o un'azione. In base poi ai controlli si fanno i relativi aggiustamenti per raggiungere l'obiettivo.

Giuseppina aveva scritto tutto nella testa, il suo piano era ed è sempre ben definito.

Se non hai un piano con almeno le azioni elementari da fare e se non svolgi continui controlli a quello riportato dal piano, l'obiettivo che si raggiungerà è scarso, oppure non servirà a niente.

Grazie Giuseppina.

L'attesa dell'evento

Gli anziani del paese se la ricordavano Amici Rosa, conosciuta come  Rosina la mammana, una forestiera che aveva sposato uno della famiglia  Camposecco. Era la levatrice del paese. Dopo di lei seguiranno altre levatrici, come ad esempio Elisabetta Mazzocco, detta La levatrice. Prima di Rosina c'erano state altre mammane. Erano donne conosciute con il nome di levatrici ed in tempi antichi di mammane, ovvero donne che aiutavano nel parto le donne incinte. Per una comunità questa figura era importante in quanto garantiva la nascita dei bambini senza complicazioni durante il parto.

Attraverso calcoli e guardando la pancia delle partorienti sapevano quando queste avrebbero partorito. A due mesi dalla nascita cominciavano a fornire consigli dal momento che il bambino poteva nascere già a partire dal settimo mese.

Oggi, 21 aprile 2024, mancano due mesi esatti per la ricorrenza dei 500 anni della chiesa di San Giovanni Battista. Bisogna tenere  pronto quello che serve per un evento importante per la storia di Pereto.

Quando nasceva un bambino/a era una festa in famiglia, era un evento importante. Per questo le donne si preparavano settimane prima per non avere problemi o preoccupazioni durante gli ultimi giorni dell'attesa.

L'evento è prossimo!

Logo: una nuova proposta

 

La capsula del tempo

Lo storico Gian Gabriello Maccafani nelle sua carte raccontò una piccola parte della vita del paese di Pereto alla fine del Settecento, quello che rimaneva delle chiese del paese e della sua famiglia.

In una delle storie racconta di quando levarono, a fine Cinquecento, una serie di oggetti a carattere religioso dalla chiesa di San Silvestro, chiesa all'epoca diroccata. Riportò una cronaca con tutti i dettagli ed i nomi di chi partecipò all'evento. Questa potrebbe essere un'idea per i 500 anni della chiesa di San Giovanni.

Gian Gabriello non racconta un fatto, forse perchè a lui sconosciuto. Uno dei suoi avi fu il primo vescovo della diocesi di Lanciano. Durante la sua epoca fu ristrutturato un altare di una chiesa di Lanciano. Questo lo si raccontava a voce dopo che accadde l'evento, anche se qualche carta fu redatta, ma andò dispersa.

Qualche decennio molto dopo, l'altare fu rinnovato e nello smontare l'altare fu invenuto un contenuto con dentro una pergamena che raccontava le vicende di questo altare. Il rinvenimento di questa "capsula del tempo" fu importante per la storia dell'altare rifatto, ma soprattutto della città di Lanciano.

Si può prendere spunto da questo evento per far a Pereto una "capsula del tempo", ovvero mettere in un contenitore un qualcosa a ricordo dei 500 anni della chiesa. Dentro ci si potrebbe mettere di tutto: servono delle idee. Sarebbe poi interessante murare la capsula dietro la lapide commemorativa dei 500. Così nel futuro ci si potrebbero costruire storie o favole sul contenuto di questa capsula. Immaginate tra 500 anni, se qualcuno va ad aprire questo contenitore, farà la sua fortuna.

Questa azione, murare la "capsula del tempo", potrebbe fare la fortuna di Pereto.
Le idee non mancano.

Logo: altra proposta

18 aprile 2024

Un ricordo ai posteri

Altro personaggio conosciuto in paese fu Leonio Ruggero detto  Bassetto per la sua statura. Era uno degli abitanti del rione Aota, rione dove sorge la chiesa di San Giovanni Battista e si identificava in questa chiesa. Per conto di essa fece diversi lavori riportati nelle cronache della chiesa. 

Una delle particolarità di Ruggero, un suo hobby, era quello di lavorare la pietra. Scalpellando alcuni tipi di pietra riuscì a realizzare una serie di sculture, alcune eccezionali dal loro valore espressivo.


Se fosse vivo oggi, sicuramente avrebbe contribuito a realizzare un qualcosa da lasciare ai posteri, una lapide commemorativa dei 500 anni da murare in qualche  parte della chiesa.  A lato è riportata una delle sue sculture, la Trinità.

Sarebbe un evento leggendario se qualcuno realizzasse una pietra, prima di aver studiato dove metterla e quale contenuto scriverci. Immaginate ogni volta che qualcuno entrerà nella chiesa, vede questa pietra murata (SOTTOLINEO MURATA e non fissata la muro) e subito capisce l'importanza storica di questo manufatto, ma dietro questa pietra si potrebbe celare un'altra storia... (si veda post successivo)

Metto annuncio: Cercasi scultore per realizzazione lapide commemorativa. Costo: a gratis, Ricompensa, eterna dei posteri. No perditempo, scrivere anche ore pasti.

Va deciso il formato e dove posizionarla. Il tempo passa.

500 anni fa qualcuno ha inciso un messaggio per noi, noi ne lasciamo uno per quelli che verranno fra 500 anni.

Logo: un altro ancora

 

Logo: altra proposta

17 aprile 2024

Un codice per identificare


La confraternita di San Giovanni aveva un oggetto di metallo (merca) con cui marchiava gli animali di sua proprietà. Si racconta che uno che svolgeva questa attività fu Penna Santino, conosciuto meglio come Santinu u ferraro.

Santino e suo padre Vincenzo, ambedue confratelli di San Giovanni Battista, di cui il padre per un mandato fu anche presidente, erano addetti alla marchiatura del bestiame di proprietà della confraternita omonima. L’attività di marchiatura era un compito che il presidente della confraternita doveva seguire e controllare, dal momento che il numeroso bestiame della confraternita era il patrimonio dell’associazione. 

La marchiatura avveniva sulla piazza di San Giovanni alla presenza di confratelli e curiosi. Le mucche erano marchiate (focate) sulle corna, o sulla coscia o sulle spalle con un cerchio e dentro le lettere SIG.

Con il marchio si riconosceva subito chi era il proprietario dell'animale e quindi si aveva un riferimento a chi rivolgersi.

Per i 500 anni sarebbe interessante produrre un marchio, oltre che il logo di cui si è parlato, per far riconoscere un qualcosa dell'evento o per rimandare a qualcosa da gestire per l'evento. Questo potrebbe essere un codice QR, quegli strani codici che si utilizzano per dirigere gli utenti verso siti web o servizi,

Per capirsi ne propongo uno di esempio. Se lo inquadrate porta in un sito, ma potrebbe portare ad altri servizi. Lo si può personalizzare (vedi immagine al centro) ed utilizzarlo come riferimento. Costo: zero.

Io lo metterei esposto in tutti i negozi del paese, alle porte delle varie chiese, su tabelloni di metallo dislocati per il paese e in posti che ognuno pensa siano visibili.

Sarebbe forte esporlo in quello che verrà stampato (messaggi, annunci, lettere). Un modo per indirizzare i visitatori, i curiosi, i turisti, gli amanti del paese verso un qualcosa che poi li guidi all'interno del paese. Quante cose può offrire un codice QR.


Logo altre proposte

 Ecco altre due proposte di un logo


Affrettati a consegnare una tua idea di logo per l'evento.

Il tempo strine, ad un certo punto si chiude.

La scrittura aiuta a ricordare

Ogni tanto l'arciprete della Chiesa di San Giorgio martire predisponeva su un registro o su un foglio di carta le date in cui si dovevano svolgere le processioni e quale era la confraternita che doveva dare la precedenza, ovvero che si trovava in testa al corteo processionale. 

Qui a fianco è mostrato un ritaglio di un calendario dell'anno 1935. In questo modo il sacerdote ed i confratelli sapevano la data in cui si svolgeva la processione e chi aveva al precedenza. Il presidente della confraternita avvertiva i suoi iscritti e tutti sapevano le date. Le feste in cui erano svolte le processioni erano codificate, ovvero erano sempre quelle e nelle stesse date; scrivendole, tutti sapevano quando accadevano.

Sarebbe utile fare un calendario degli eventi della manifestazione da mostrare a tutti e che si possa aggiornare a mano a mano che si individuano gli eventi o le azioni da farsi, così chi intende partecipare all'evento dei 500 anni è aggiornato.

Metto un altro annuncio: AA cercasi un gestore del calendario (un Barbanera del luogo) che si prenda la briga di aggiornare il calendario e di renderlo disponibile con uno dei tanti sistemi che circolano su web.

15 aprile 2024

Niente in ordine, tutto a posto

Chi non ricorda il negozio di Maria Silvana Sciò, meglio conosciuta come Maria la bionda? Quando entravi nel suo negozio non ci si capiva dove e come stavano stipati i vari oggetti che vendeva. Aghi, ditali, filati, mutande, canottiere, camice, pentole, piatti, bicchieri, coltelli, forchette, coperchi, lampadine e chi più ne ha più ne metta. Se ti serviva qualcosa da comprare o da regalare qui trovavi di tutto e di più. Maria sempre allegra e con il sorriso in bocca stampato ti trovava subito quello che cercavi. Un mondo oggi scomparso. Lei sapeva dove trovare la roba e quindi ti dava subito quello che cercavi.

Per i 500 anni servirebbe un sito web o una pagina di riferimento sempre aggiornata con i riferimenti a chi vuole avere informazioni sulla manifestazione o sul paese. Chi usufruisce di un servizio, va guidato, non va perduto, ma indirizzato a punti/luoghi  di interesse del paese. Questo servizio deve essere di riferimento per tutti: organizzatori, gente di Pereto, forestieri e chi più ne ha più ne metta. 

Il sito web si fa gratis ed in cinque minuti, serve un volontario che aggiunga, controlli, modifichi o cancelli le notizie presenti in tempo reale. Più la notizia è fresca, valida e rapida e più si è vincenti.

Metto un annuncio: AAA cercasi volontario/a con ruolo da ricoprire: addetto alle relazioni  della manifestazione dei 500 anni. Compenso nullo. No perditempo.  Per contati scrivere a questo blog anche ore pasti.

Logo: arrivata la prima proposta

I post pubblicati su questo blog cominciano a dare i primi risultati.
E' arrivato un primo logo della manifestazione, quello di Iacuitti Romina, eccolo.

Si aspettano altri loghi (quadrati, tondi, ovali, triangolari, stilizzati, a caratteri cubitali, ecc.)
Ognuno ne può proporre più di uno.
A presto.

14 aprile 2024

Facciamoci riconoscere

Fra cento anni Domenico Penna, conosciuto come Domenico Picasso, o più brevemente Picasso, qualcuno lo ricorderà, altri meno.

Nella sua vita Domenico ha prodotto decine di dipinti ad olio, tempera, carboncino, murales, poster, ovvero immagini riprodotte su diversi supporti. Il miglior disegno di Domenico probabilmente è uno, ricordato, visto ed utilizzato da tanti: un disegno stilizzato che poi è diventato il logo del paese di Pereto.

In diverse locandine, dépliant, manifesti è stato utilizzato questo disegno che è diventato l'emblema  del paese. Chi vede questo logo capisce che si riferisce e ricorda Pereto.

A lui si deve un altro logo, realizzato nell'anno 2010 per il la ricorrenza del XIV centenario della traslazione della statua della Madonna dei Bisognosi.

Con la ricorrenza dei 500 anni andrebbe realizzato un logo da utilizzare nei vari documenti a stampa per valorizzare l'evento e renderlo unico.

Domenico ci ha lasciati, altrimenti lo avrebbe già realizzato. Serve qualcuno che realizzi in breve tempo un logo, ma deve essere un logo, non un disegno,

Metto il seguente annuncio: AAA cercasi ideatori di un logo per la manifestazione. Compenso nullo, fama eterna. No perditempo.  Per contati scrivere a questo blog.

I loghi pervenuti dovrebbero essere valutati da una giuria di bambini, che sono il futuro di Pereto. 

Il logo prescelto dovrebbe essere il logo della manifestazione. 

Io che posso fare?

Si racconta che re Artù chiamava i suoi cavalieri più importanti intorno ad una tavola rotonda (da questa situazione oggi deriva il termine "tavola rotonda" ovvero mettersi intorno ad un tavolo per parlare/discutere) per pianificare le gesta futura e per fare il resoconto di quanto accaduto.

Questo atteggiamento ricorda un fatto della storia italiana, il famoso Pier Capponi. Carlo VIII di Francia, che aveva invaso l'Italia nel 1494, voleva sottomettere la città di Firenze. I fiorentini erano disposti a ricompensare Carlo con una grande somma di denaro per il suo sostegno, ma non vi era accordo sull'entità. Di conseguenza Carlo presentò un ultimatum alla Signoria di Firenze e, ricevutone un rifiuto, minacciò dicendo: Allora noi suoneremo le nostre trombe. A questa minaccia rispose deciso Capponi: E noi faremo suonare le nostre campane, manifestando l'intenzione della città di resistere, chiamando a raccolta il popolo e dandogli le indicazioni per contrastare il nemico. Allora Carlo, che non poteva accettare la prospettiva di una lotta ad oltranza, fu costretto a moderare le sue richieste e concluse un trattato più equo con la repubblica. Capponi intendeva chiamare tutto il popolo fiorentino per risolvere la questione, così tutti erano pronti a combattere per un obiettivo.

Questa storia ci insegna una morale.

Sarebbe utile fissare un giorno ed un ora precisa (chi c'è, c'è, chi non c'è, partecipa alla prossima), suonare la campana di San Giovanni e convocare tutti quelli che amano Pereto (lasciamo perdere le cariche o i titoli all'interno del paese).  Ognuno può esporre le sue idee ed individuare chi può dare un contributo manuale (non in soldi) alla manifestazione. Così ognuno conosce il suo ruolo, quando e come partecipare/intervenire. Ognuno sarà motivato e si ricorderà maggiormente l'evento, che è di tutti quelli che amano il paese.

Se oggi fosse stato vivo Iadeluca Dante Dante ‘e Mechella, sagrestano della chiesa di San Giovanni Battista per diversi anni, avrebbe subito suonato la campana per richiamare l'attenzione della gente, che subito sarebbe accorsa per capire che cosa stesse succedendo.
Serve qualcuno che suoni la campana, la campana c'è.

12 aprile 2024

Un piano serve sempre

Mio nonno materno fuggì da Pereto agli inizi degli anni Trenta portandosi con se la moglie e quattro figlie. A Pereto il lavoro per le donne non c'era e per questo migrò presso i Castelli romani lavorando le vigne e gli oliveti e con lui tutte le figlie. 

Mia madre riuscì a prendere un diploma da sarta e cercò di uscire da questo stato di miseria.

Mio nonno paterno sbarcava il lunario come bracciate a Monte Porzio Catone e quando capitava si ingegnava a costruire o riparare scarpe. Mio padre era l'unico figlio maschio ed aveva cinque sorelle. Mio nonno viveva una vita da indigente, basti dire che la famiglia dormiva ospite all'interno dell'oratorio del duomo del paese dove abitava.

Così mamma e papà avevano un destino segnato: dovevano rimanere poveri se non avessero fatto qualcosa per cambiare.

Sposandosi, mamma divenne il capo della famiglia in quanto non perché eletta dalla famiglia o perché mio padre avesse abbandonato il ruolo. Mamma stava in casa, era casalinga e quindi controllava, sapeva, gestiva la casa e la famiglia.

Quando si sposarono, mamma fece un discorso a mio padre che a noi figli ha ripetuto un miliardo di  volte: Noi siamo due cavalli che tirano una carrozza con sopra i figli, la famiglia e la casa. Se la destinazione è quella fissata da noi due, tutti e due dobbiamo galoppare, se non correre, verso quella destinazione, non ci devono essere distrazioni. Quello è il nostro obiettivo.

Non lo scrissero sulla carta, ma lo avevano impresso nella mente. Uno dei tanti obiettivi, il primo, fu quello di comprare una casa per far vivere la famiglia. Con sacrifici, privazioni, rinunce, risparmi mamma e papà, compresi noi tre figli, raggiungemmo l'obiettivo fissato entro una certa data. Una soddisfazione ricordata da noi figli ancora oggi che i genitori ci hanno lasciati.

Cosa insegna questa storia; uno deve essere il capo e tutti devono lottare almeno per un obiettivo, reale e condiviso. Alla fine i risultati si sono visti.

In un progetto senza un capo e senza persone che ne condividono l'obiettivo, condiviso e fissato, non si va lontano, anzi si perde tempo ed occasioni.

10 aprile 2024

il tempo scorre

I filosofi sanno bene che il tempo scorre e non torna più. Questo concetto è utile per richiamare alla  memoria Antonio Sciò, soprannominato Stucchittu. Un uomo rimasto impresso nella memoria nei ragazzi nati fino agli anni Sessanta.

Non si sposò, dimorò in una modesta abitazione, e visse sempre per i suoi cavalli. Uomo di valori di altri tempi, di lealtà: quando una parola era data, quella doveva essere rispettata, a costo di rimetterci.

Un anno andò ad opera con i suoi cavalli presso i Castelli romani per portare in alcune cantine i grappoli d'uva tagliati nelle vigne. Quell'anno si infortunò e fu ricoverato presso l'ospedale di Frascati. Qui un'infermiera lo curò come da protocollo sanitario e lui rimase impresso dall'attenzione mostrata nei suoi riguardi da parte di una donna. Rimase talmente colpito che per oltre quarant'anni rimase "fidanzato" con questa donna, ma... lei non lo sapeva.

Raccontata così questa storia sembra quella di una persona particolare. In tempi passati il fidanzamento, soprattutto in un paese come Pereto, era una cosa seria, con tanti passi da seguire per coronare un sogno, sogno che così rimase per Antonio per tutta la sua vita. Nel tempo si rammaricava di non aver colto l'occasione.

Questa breve storia ci insegna almeno una cosa: gli eventi capitano una volta nella vita e quando capitano vanno afferrati. Dopo che il treno passa, qualcuno lo aspetta ancora; alla stazione è possibile che il treno ripassi, nella vita è molto difficile.

Alcuni filosofi raccontano che il presente è il riassunto di quello che noi facciamo nel passato ed il presente è quello che da origine al futuro. Più il presente è ricco di eventi, emozioni, colori, profumi e quant'altro, più vediamo roseo e vivo il futuro.

08 aprile 2024

Il pensiero è un pericolo

Nella storia di qualunque società, gruppo di persone, o nel tempo, il pensiero è sempre stato un pericolo, in quanto fuori dal "pensare comune".

Chi era al potere, chi comandava, o che era a capo di un'organizzazione ha sempre temuto chi era fuori dal "coro", ovvero qualcuno che pensava. Per questo motivo Galileo Galilei fu relegato in una villa dopo aver espresso un pensiero scientifico sul cosmo e sulle sue leggi. Matti furono dichiarati quelli che predicavano qualche idea non accettata: Charles Darwin, Martin Lutero e chi più ne ha più ne metta.

A quelli di Pereto basta don Enrico Penna. Uno che stava bene di famiglia, che aveva di tutto, che decise di diventare sacerdote e farlo in un paese che viveva nella miseria nera. Fu dichiarato all'epoca un matto per le sue idee. Fece i boyscout quando i ragazzi ogni mattina dovevano prima accudire gli animali della famiglia, poi andare a scuola e quindi accudire la sera gli stessi animali del mattino. Don Enrico costituì la filodrammatica utilizzando come comparse le donne che per tradizione dovevano stare davanti al camino a tessere o preparare il mangiare al resto della famiglia. Istituì il coro della chiesa. Si inventò il Presepe vivente quando il paese andava perdendo sempre più persone. La sua famiglia era ricca, chi glielo ha fatto fare? 

Morto don Enrico, i benpensanti hanno dovuto riabilitare questo matto-innovatore che oggi pochi ricordano. Il pensiero aiuta a vivere in un mondo che muore se non migliora. Don Enrico ci ha almeno provato a trovare idee e a metterle in pratica e, pensando oggi alla sua missione, c'è riuscito!

Per i 500 anni della chiesa di San Giovanni Battista di Pereto servono idee per rendere l'evento particolare, anche le più stupide o quelle più articolate. Servono idee, nuove, di tutti e utili per migliorare il paese. 

La ricorrenza dei 500 anni è una sfida per tutti quelli che vogliono mantenere in vita il paese. I suggerimenti sono aperti, chi ha qualche idea o suggerimento lo scriva nei commenti (sotto a questo messaggio c'è un tasto per scriverli).

Nei prossimi giorni compariranno altri messaggi su questa piattaforma. Chi sta zitto, chi non scrive, chi non dice alcun suggerimento, non aiuta il paese. Allora è meglio far chiudere il paese e così dormiamo tutti tranquilli!

A presto

06 aprile 2024

Un obiettivo

 


Secondo quanto inciso nel portale della chiesa di San Giovanni di Pereto, il 21 giugno 2024 saranno 500 anni che è stato fondato questo edificio.



Per l'occasione si svolgeranno una serie di manifestazioni, eventi, incontri per celebrare la storia si questa chiesa, sede di una delle più antiche confraternite dell'Abruzzo.